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Full text of "Adele ed Emerico ossia Il posto abbandonato | melodramma semiserio in due atti"

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ADELE  ED  EMERICO 

-     OSSIA. 

IL  POSTO  ABBANDONATO 

MELODRAMMA  SEMISERIO 

I»   DUE  ATTI 
DA  RAPPRESENTARSI 

NELL'I.  R.  TEATRO  ALLA  SCALA 

r autunno  'dell'anno  1835; 


MILANO 

DALLE    STAMPE    DI    GIACOMO    PIROLA 

diriucomio  al  detto  I.  R.  Teatro/ 


AVVERTIMENTO: 

717 

L  ì  eli9  epoca  che  Carlo  XII  Re  di  Svezia  guer* 
weggiara  in  Polonia  contro  Federico  IV  Re  di 
Danimarca  ;  il  Generale  Bannier  difendtva  una 
inportante  fortezza  assediata  dai  Danesi  e  dai 
Polacchi  insieme  riuniti.  Egli  avea  seco  V  unica 
riglia  sua,  e  cercava  ogni  mezzo  di  allontanarla 
dal  teatro  della  guerra  :  approfittò  pertanto  del 
comodo  che  li  porgeva  il  felice  esito  di  una  sortita, 
otr  cui  libero  restava  il  tragitto  del  fiume,  onde 
carla  partire  di  notte  tempo  dalla  piazza  assediata 
n  compagnia  del  Colonnello  Dalberg  col  quale 
ivea  divisato  di  maritarla.  Era  costei  desiderata 
n  isposa  dai  principali  Uffizioli  della  guarnigio- 
ne, e  il  Colonnello  si  reputava  felice  di  posse- 
ìerla  ,  benché  durante  i  suoi  viaggi  avesse  amato 
ina  nobil  Donna  Danese,  e  a  lei  fatta  promessa 
ii  matrimonio;  ma  la  figlia  di  Bannier  era  inna- 
norata  di  un  giovine  Capitano,  e  di  eguale  amor 
:vrrisposta.  Disperata  di  vedersi  costretta  a  spo- 
sare un  uomo  che  non  amava,  risolvette  di  fug- 
girsi col  giovane  e  a  tale  effetto  invitollo  a 
segreto  colloquio  in  tempo  che  a  lui  era  stato  af- 
fidato un  posto  importantissimo.  L'imprudente 
Capitano  venne  all'invito,  sperando  che  nessuno 
si  sarebbe  accorto  della  breve  assenza:  Ma  l'al- 
trui perfidia  vegliava  a  suo  danno.  Il  Maggiore 
Dolzei  che  lo  odiava  come  rivale,  e  abborriva  del 
pari  Banner  f  il  quale,  non  lo  stimando,  li  uvea 
già  ricusato  la  mano  della  figlia J7  segretamente' 
korrùpondea  col  nemico:  e  accorgendosi '  dtW  as- 
senza del  Capitano,  fece  in  maniera  dfo  il  posto 


! 


4 

fu  sorpreso.  Il  Capitano  fu  imprigionato,  e  da  un 
consiglio  di  guerra  condannato  a  morte.  In  quel 
frattempo  la  nobil  Donna  Danese  che  in  virili 
spoglie  era  venuta  al  campo  degli  assediati,  efc- 
le  modo  cT introdursi  nella  fortezza,  disturbò  i 
nuovi  amori  del  Colonnello ,  e  lo  costrinse  a  ser- 
barle la  data  fede.  Ella  sapeva  i  segreti  maneggi 
che  il  Maggiore  teneva  col  Generale  Danese  di 
lei  fratello ,  e ,  mal  soffrendo  che  per  sua  colpa 
morisse  un  innocente,  disegnò  di  salvare  il  Ca- 
pitano. Come  ella  ponesse  ad  effetto  il  suo  pen- 
siero, e  come  terminasse  tanto  scompiglio,  appa- 
rirà chiaramente  mi  Melodramma*  >  k 


11 

u 

IL 
( 


PERSONAGGI. 


IL  GENERALE  BANNIER. 

Sig.  Antonio  Tamburini. 

ADELE  ,  sua  figlia ,  amante  del 

Signora  Rosa  Morandi. 
CAPITANO  EMERICO  PALMER. 

Signora  Isabella  Fabbrica. 
IL  COLONNELLO  DALBERG,  destinato  sposa 
di  Adele ,  un  tempo  amante  della 

Sig.  Sanno  Monelli 

CONTESSA  ELVIGE,   sorella  di  wn  Generate 
danese. 

Signora  Maria  Giqfa. 

I1L  MAGGIORE  DOLZEl. 

Sig.  Carlo  Poggiali. 

IL  TENENTE  VELSTER. 

Sig.  Carlo  Dona. 
IL  SARGENTE  RALFE,  vecchio  famigliare  del 
Capitano. 

Sig.  Nicola  De  Grecis. 

^  ^         *„  «  $  Uffizi  ali  e  Soldati  svede&ir 

Cori  e  Comparse  \  Doflne  e  Popolo 

La  Scena  è  in  una  fortezza  assediata. 

Musica  espressamente  composta  dal  Maestro 
sig.  Saverio  Mercadante,  Napolitano. 

Le  Scene  sono  nuove,  d'invenzione  e  d'esecuzione 
del  sig.  Alessandro  Sanqeirico. 


Supplimenti  alle  prime  parti  cantanti 

Signora  Angela  Riva. 

Sig.  Giovanni  Cario  Beretta.  -  Sig.  Pietro  Vasoli. 

Maestro  al  Cembalo 

Sig.  Vincenzo  Lavigna. 

Prinu)  Violino  ,  Capo  d%  Orchestra 

Sig.  Alessandro  Rolla. 

J§\lrù  primo  Violino  in  sostituzione  al  Sig*  Molla 
Sig.  Giovanni  Cavinati. 

Primo  Violino  de9  Secondi 

Sig.  Pietro  Bertuzzi. 

Primo   Violino  per  i  Balli 

Sig.  Ferdinando  Pontelibero. 

Primo  Violoncello  al  Cembalo 

Sig.  Giuseppe  Storioni. 

filtro  primo   Violoncello 

Sig.  Vincenzo  Merighi. 

Primi  Clarinetti  a  perfetta  vicenda 

Sig.  Pietro  Tassistro.  ~  Sig.  Felice  Corradi. 

Primi  Flauti 
Sig.  Giuseppe  Rabhoni.   y  Sig.  Carlo  Alari. 

Primi  Oboe  a  perfetta  vicenda 

Sig.  Carlo  Yvon.  —  Sig.  Giuseppe  Recali»' 

Primo  Corno  di  Caccia 

Sig.  Agostino  Beloli. 

Primo  Fagotto 

Sig.  Gaudenzio  Lavaria. 

Primo  Contrabbasso 

Sig.  Giuseppe  Andreoli. 

Professore  dì! Arpa 

Sig.  Giovanni  Battista  RossL 


Direttore  del  Coro 
Sig.   Carlo    Salvioiù. 


Editore,  e  proprietario  della  Musica 
Sig.  Giovanni  Ricordi. 


Macchinisti 


Signori 
Francesco  e  Gervaso,  fratelli  Pavesi, 


Capi  Illuminatori 
Sig.  Tommaso  Alba.  ~  Sig.  Antonio  MorunL 


Capi  Sarti 

Da  uomo  Da  donna 

Sig.  Antonio  Rossetti»  Sig.  Antonio  Majell 


attrezzista 

Sig.  Ermenegildo  Bolla. 

•  ■  n         —  » 

Berrettonaro 
Sig.  Giosuè  Parravicino. 

Parrucchiere 
Sig,  Innocente  Bonacina. 


8^  PERSONAGGI  BALLERINI. 

Inventore  e  Compositore  de*  Balli 
Sig.   Gioja   Gaetaxo. 

Primi  Ballerini  serj 

Signora  Torelli  Antonia.  -  Sig.  Blasis  Carlo.  -  Signora  Pallerini  Antonia. 

Altro  primo  Ballerino  -  Sig.  Villa  Giuseppe. 

Primi  Ballerini  per  le  parti  serie 

Sig.  Mollnari  Nicola.  -  Signora  docci  Maria.   -  Sig.  Bocci  Giuseppe. 

Sig.  Trigambi  Pietro.  -  Sig.   Ciotti  Filippo. 

Primi  Ballerini  per  le  parti  giocose 

Signora  Vigano  Celeste.  -  Sig.  Francolini  Giovanni. 

Primi  Ballerini  di  mezzo  carattere 

Signori 

Traballoni  Angelo.  -  Bonrloni  Pietro.  -  Fietta  Pietro.  -  Capuani  Rafaele. 

Bedotti  Antonio.  -  Balanzoni  Giovanni. 

Altri  Ballerini  per  le  parti 

Sig.Bianciardi  Carlo.- Sig.  Pallennr  Girolamo.  -Sig.Trabattoni  Giacoma, 

Sig.  Siiej  Antonio. 

Imperiale  Regia  Accademia  idi  Bailo. 

Maestri  di  perfezionamento 
Sig.  Leon  Arnoldo.  -  Signora  Leon  Virginia. 
ftlaestrù  di  ballo  per  i  principi  1  Maestro  di  mimica  ed  aggiunto 
S»§.  Vilxeneuve  Carlo.        j      Signora  Morticini  Teresa. 

Allievi  salariati  della  suddetta  Accademia* 

Signore 

Olivieri  Teresa,  Zampuzzi  Maria,  Guaglia  Gaetana,  Ravina  Ester, 

Viscardi  Giovanna,  Alisio  Carolina,  Bianchi  Angela,  Lìli  Carolina, 
Rebaudengo  Clara  ,Cesarani  Adelaide,  Casati  Carolina,  Cesai  ani  Rachele, 

Novellati  Luigia,  Carboni  Teresa,  Migliavacca  Vincenza, 

Tur  pini  Giuseppa ,  Besozzi  Angela,  Terzani  Francesca,  Ben  ci»  i  Giuditta, 

Portaìupi  Giulia  ,    lcrzani  Caterina,  Melici  Pompea. 

Sig.  Casati  Tomaso  ,  Sig.  Appiani  Antonio  ,  Sig.  Casati  Giovanni, 

Corpo  di  Ballo 


pignori  Nelva  Giuseppe. 
Belloni  Michele. 
Goldoni  Giovanni. 
Arosiu  Gaspare.1 
Parravicini  Carlo. 
Prestinari  Stefano.   ( 
Zanoli  Gaetano. 
Rimoldi  Giuseppe. 
Citerio  Francesco. 
Ta  di  glie  ri  Francesco 
Conti  Fernfo. 
Cipria  ni  Giuseppe. 
Rossetti  Marco. 
Maessani  Franceeoo. 
Gavotti  Giacomo. 
Cozzi  Giovanni. 

Supplimenti  ai  primi 


Signore  Ravarini  Teresa, 

Albuzio  Barbara. 

Trabattoni  Francese?!, 

Rianciardi  Maddalena. 

Belloni  Giuseppa, 

Fusi   Antonia. 

Rossetti  Agostina, 

Barbini  Casati   Antonia. 

Felttiru  Massimiliano. 

Bertoglio  Rosa. 

M assiui  Caterina. 

Costamagna  Eufrosia. 

Ponzo*  i  Malia,. 

Bedotti  Teresa.  v 

Pitti  Gaetana» 

Morgan  ti  Teresa* 
Ballerini  per  le  parti 


Sic.  Ciotti  Filippo.  -  Signora  ^anipuzzi  Maria. 
Sig.  rallerini  Girolamo.  -  Signora  Albuzio  Barbara 


1 

ATTO    PRIMO. 

SCENA   PRIMA. 

I Fortificazione  della  Città  con  bastioni  di  fronte. 
Diversi  attrezzi  di  guerra. 

<AIV alzarsi  del  sipario,  la  musica  esprime  il  ru- 
more di  una  battaglia.  Il  cannone  tuona  da  lon- 
tano. .Alcune  compagnie  di  Soldati  traversano 
tratto  tratto  la  scena  e  si  recano  chi  qua  chi  là, 
idove  fwgesi  che  il  bisogno  richieda  9  alcuni  pic- 
chetti stanno  fermi  alla  custodia  delle  fortificazioni. 
A  poco  a  poco  il  rumore  va  scemando ,  e  gra- 
datamente si  allontana. 

SCENA  IL 

Il  Maggiore  ed  il  Tenente. 

Mag.       Xl  nemico  sì  ritira  , 

Ogni  speme  è  andata  al  vento; 

Così  prospero  momento 

Forse  pia  non  giungerà 
Ten.         Ti  contieni,  affrena  Tira; 

Nuovo  laccio  è  già  disposto; 

Tu  vedrai  che  tardi  o  toste 

Emerico  vi  cadrà. 
Mag.       Vi  'cadea  se  a  me  commesse 

Fosse  stata  la  sortita. 
Ten.  Solamente  differita 

La  sua  perdita  sarà. 


m     .  ATTO 

Si*  Io  spero,  a  nostro  danno 

Il  destino  cospira  invano, 

Sarà  colto  il  Capitano 

Quando  men  ci  penserà,  (odesi  daìon 

iano  suono  di  trombe,  di  tamburi  e  liete  grida) 

SCENA   III. 

Cero  di  UJJìdali,  indi  il  Colonnello  e  detti 
Coro  (di  dentro) 


Vi 


iva,  viva,  vittoria,  vittoria. 
MagM      Odi  ! . . .  io  fremo. 
Tm,*  Prudenza  ti  dice. 

Coro  (in  iscenà) 

Le  trinciere  ha  perduto  il  nemico; 
Oltre  il  fiume  le  tende  portò. 

(esce  il  Col.,  tutti  lo  circondami 
Col*      fiecH  tosto  all'  amabile  Adele 
Un  Alfiere  la  fausta  novella: 
Salvo  è  il  padre,  e  vittoria  più  bella 
Le  nostre  armi  non  mai  coronò. 

Coro  e  dHto* 

Viva  amici  J  la  sorte  fedele  , 
11  «coraggio  e  il  valor  secondo 
Cd*      Cara  Adele,  A  bel  -pensiero 
Di  ottenere  il  tuo  favor, 

%Tenne  in  campo  <-  a  lusingarmi 
Ad  armarmi  -  di  valor. 

Ah  I  diviso  fra  gloria  ed  amore 
Lieto  in  &eno  mi  giubila  il  core, 
Piò  fcel  giorno  a  guerriero  ed  arnanle, 
Fià  gran  &u>ja  bxilhxe  jdod  puè* 


PRIMO.  ii 

Voliam  tutti  all'eroe  trionfante 

Che  fortuna  alla  Svezia  serbò. 
(Ah  !  ch'io  sento  che  forza  bastante 
A  frenar  la  mia  rabbia  non  ho.) 

(pentono) 
SCENA    IV. 

Esce  il  Sargente  con  un  picchetto  di  Soldati,  in 
mezzo  od  essi  è  la  Contessa  vestita  da  cadetto 
danese  senza  spada,  e  prigioniera. 

Sar.         1!M  on  temer  mio  bel  cadetto  f 
Sei  prigion  di  brava  gente  : 
Qua  la  mano;  io  ti  prometto 
Un  Sargente  protettor.    (la  Con.  ride) 
Come  ?...  ridi  ?...  Sì,  un  Sargente, 
Ma  Sargente  vincitor. 

Con.         Io  non  temo  ;  il  mio  pensiero 
Ebbe  effetto  interamente; 
Da  che  io  sono  prigioniero 
Pago  appieno  esulta  il  cor. 
Valentissimo  Sargente  t 
Ti  ringrazio  del  favor. 

Sar.  Ah  !  poltron  ,  salvar  la  pell& 
Ben  ti  può  la  prigionia  .  ,  « 
Ma  1'  onore  »  ..  ; 

Con.  -  Bagattelle! 

Ci  vuol  altro  all'età  mia. 
Ci  vuol  altro  I  . . . 

Amor  «ci  vuoia„ 
Uh  !  vergogna  ! 

Sempre  amor. 
All'età  vostra  -  bel  signorino» 
Il  mio  pupillo  -  è  un  paladino: 
In  sei  battaglie  -  sì  è  immortalato  > 
Venti  bandiere  ha  conquistato , 


Mi  ATTO 

Fra  pochi  giorni  -  sarà  maggiore , 
Poi  Colonnello  -  diventerà  . . . 

Ma  voi  cospetto  -  col  vostro  amore 
Sempre  cadetto  -  starete  là. 
m.     All'età  mia  -  con  altro  istinto, 

Signor  Sargente  -  mi  son  distinto  5 
Di  cento  cuori  -  ho  trionfato, 
Cento  rivali  -  ho  soperchiato  ; 
Con  questo  muso  -  con  quest'umore 
Feci  gelose  -  mille  beltà  .  . . 

Ma  il  tuo  pupillo  -  col  suo  valore 
Mai  non  conobbe  -  felicità. 

Gloria  ci  vuole. 

Io  dico  amori. 
Acquistar  fama. 

Acquistar  cuori. 
In  queste  mura  no  certamente. 
Anzi  qui  vengo  espressamente. 
Eh!  via,  buffone. 

Povero  ciuccio. 
Ciuccio  un  Sargente!..,  Soldati,  olà? 

Marche  in  prigione. 

Il  tuo  corruccio 
La  tua  minaccia  rider  mi  fa. 

I/aria  del  carcere,  dieta,  nerbate, 
Air  occasione  ben'  applicate  , 
Sapranno  estinguere  così  bel  bello 
Le  vampe  ,  i  fumi  del  tuo  cervello  , 
E  il  pizzicore  -  di  far  l'amore 
Là  doniro  in  gabbia  ti  passerà. 

Amor  che  penetra  in  ogni  loco 
Di  carcerieri  si  cura  poco , 
Yedrai  del  carcere  così  bel  bello 
Com'ei  sa  togliere  il  chiavistello; 
Ed  il  vaiente  -  eroe  Sargente 
Di  un  bel  lampione  si  munirà,  (partono] 


PRIMO.  i5 

SGENA   V. 

41  suon  di  lieta  marcia  di/ila  tutta  la  guarni- 
gione. Esce  il  Generale  col  corteggio  de9  suoi 
Uffizioli i  accompagnato  dal  Maggiore,  dal 
Colonello  e  dal  Tenente. 


L 


ode  air  eroe  di  Svezia, 

11  vincitor  si  esalti, 

Nelle  difese  indomito, 

Invitto  negli  assalti , 

Nuovi  ogni  giorno  egli  opera 

Prodigj  di  valor. 
Lode  all'eroe  di  Svezia, 

Si  esalti  il  vincitor. 
Questa  vittoria,  o  prodi,, 

L'armi  svedesi  onora, 

Siam  que' guerrieri  ancora 

Che  Carlo  a  fama  alzò. 

Abbia  ciascun  sue  lodi , 

Ciascun  le  meritò. 
Sempre  volò  vittoria 

Dove  Bannier  pugnò. 
Che  Tarmi  io  deponga 

Augusto  non  creda, 

Sfidarne  ci  veda 

Il  vano  furor. 
Si  opponga  alla  forza 

Costanza  e  valor. 
O  prodi  ,  il  giuraste. 

Ancor  io  giuriamo. 

S' è  fotta  moriamo. 

L'  onore  vivrà. 
Non  scemi  in  quei  petti 

L'arder  che  gli  accese, 

E  il  nome  svedese 

Eterno  sarà. 


*4  ATTO! 

Tutti  Saranno  coi  petti 

Le   mura  difVse  , 
L'  orgoglio  danese 
Fiaccato  cadrà. 

óen  Questa  sortita,  e  amici, 

N'apre  la  via  del  fiume,  e  alfin  per  quella 

Spedir  possiamo  al  He  di  noi  novella. 

Appena  il  sol  tramonti, 

Un    Uffiziale  in  agile  naviglio 

Potrà  senza  periglio 

Il  fiume  valicar;  ma  sia  difeso 

Il  posto  che  al  nemico  abbiam  rapito, 

E  di  nuova  trincea  venga  munito. 

Colonello  ....  (lo  chiama  in  disparte) 

Col.  Signore .... 

Gen. Partirai  tu.  (sotto  voce) 

Col.  Come  !  perchè  ? 

Gen.  Ma  sposo 

D'  Adele  mia. 

Col.  Sposo  <T  Adele! ...  oh  giojaf 

Sì  felice  io  sarei  ? 

Gen.  Taci.  Si  asconda 

Il  disegno  a  ciascun.  In   queste  mura 
Ella  non  è  sicura  .  .  *  .  ad  ogni  costo 
Ricuperare  il  posto 
li  nemico  vorrà...  tutto  io  pavento. 

Coi  E  vuoi   ch'io  t'abbandoni  in  tal  cimento? 

Gen. Se  fia  lontana  Adele,  e  se  per  lei 
A  temer  non  avrò ,  con  più  coraggio 
Sosterrò  quest'assedio.  A  voi,  Maggiore , 
1/  importante  trincea  fidata  sia.   (il  Mag.  s'  in- 
Andiamo*  (al  Col)  china) 

Col.  (Oh  bella  Adele  alfin  sei  mia.  )^ 

{il  Gen.  e  il  Col  partono  con  tutto  il  seguito) 


PRIMO. 

SGENA  VI. 

Il  Maggiore  ed  il  Tenente. 

Ter*.  V  edi  ?  Maggior  rivale 
Che  il  Capitan  non  era  , 
Nel  Colonello  hai  tu. 

Mag.  Lo  veggo ,  e  fremo. 

Ma  per  costui  non  temo  , 
Ch'egli  amato  non  è.  Né  l'odio  io  tanto  9 
Com*  odio  il  Generale  e  il  Capitano; 
Quegli  superbo  ,  e  vano 
Del  governo  a  me  tolto  in  queste  mura 
La  figlia  mi  negò  ....  questi  possiede 
11  cor  d'  Adele  ,  e  mi  rammenta  ognora 
Che  assalito  mi  vinse  ,  e  disarmò .... 
Ma  di  tutti  vendetta  in  breve  avrò. 

Jen.Teco  lo  spero  anch'  io  ;  ma  se  il  disegno 
Del  General  si  compie ,  e  a  Carlo  giunge 
L'  TJffizial  che  l'invia,  fallito  è  il  colpo, 
La  macchina  è  sventata. 

Mag*)  La   trincera  del  fiume  è  a  me  affidata. 

*)   {con  somma  precauzione)         (partono) 

SCENA    VII. 

selcimi  Uffizioli  e  una  truppa  di  Soldati 

vengono  lietamente  cantando  da  varie  parli? 

siedono  a  varj  gruppi  qua  e  là } 

Esce  quindi  il  Capitano. 

Coro     JL  inché  tregua  il  nemico  ne  lascia, 
Camerate  si  pensi  a  goder; 
Dolce  vino  sommerge  ogni  ambascia , 
L'allegria  sta  nei  fondo  al  bicchier,. 


i6  ATTO 

Gap..  Tutto  I  letìzia  intorbo.,.  Ognun  si  allegra  > 
Festeggia  un  sì  bel  giorno v.  lo  solo,  io  solo 
Non  ho  pace  un  istante  *  e  meco  ho  sempre 
Questo  infelice  amor ,  che  mi  consuma 
Sul  mattili  di  mia  vita  .... 
Porto  ovunque  con  me  la  mia  ferita, 
O  Adele  !  O  di  quest'  alma 
Solo  desio,  mentre  così  mi  struggo, 
Tu  pur  perisci ,  e  a  poco  a  poco ,  ahi  lassa  i 
Manca  nel  pianto  ,  e  cade 
11  fior  gentile  della  tua  beltade. 
Quale  stella,  oh   Dio,  spuntò 
Qiiando  nacque  il  nostro  amor? 
Ah!   di  lui  non  ci  se/bò 
Che  l'eccesso  del  dolor.... 
In  amor  per  noi  non  v'ha 
IN  è  speranza  ,  né  pietà,      (siede  in  di- 
sparte pensoso) 
Coro        Ecco  là  -  guardate  un  poco  !      (fra  loro 

accennando  il  Cap.J 
Sempre  solo  e  sconsolato  ! 
Quando  un  uomo  è  innamorato 
E  ben  concio  in  verità. 
Capitano  i  (lo  chiamano) 

Cap.  (  Ah  !  sì  conviene      (sorgendo 

senza  badare  a  loro) 
Favellare  ,  uscir  di  pene  ). 
Capitano! .  . .  non  ci  bada .  *  ♦ 
Beviatn  noi...  si  stia  pur  là. 
(Questa,  o  Adele»  è  sai  la  strada, 
Che  a  tentar  ci  resterà.) 
(Dal  nostro  tato  —  Qualunque  sia, 
SftclJam  ,  mio  bene  —  La  tirannia: 
Sui  nostri  .affetti  *     Poter  non  ha.) 
La  pura  face  —  Che  il  cor  ne  accende 
IN  eli  a  sventura  —  "Vigor  riprende, 
Kammen  per  morte  —  Si  estinguerà.) 


P  R  I  H  O.  17 

Coro    (bevendo) 
t   Ancora  un  brindisi  —  Ancor  si  Rocchi;  ^ 
]       D'  amor  gli  spasimi  -  Lasciamo  ai  sciocchi  : 
f       La  vera  gioja  m  Compagni ,  è  qua. 

SCENA  Vili.        (Coro  parte) 

CU  Capitano  ed  il  Sorgente. 
apitano  .... 

Cap.  Mio  Ratti 

iaivUna  buona  abbracciata.  Oggi  ti  sei 

Da  brav'  uomo  diportato, 
Cap. Sì ,  sì  mi  diportai  da  disperato. 

Ma  dimmi,  l'hai  veduta? 

Che  ti  disse  ?  che  fa  ? 
Sor.  Piange, -e  pretende 

Che  tu  debba  gittarti  a  pie  del  padre , 

E  svelarli  il  tuo  amor.  Io  che  ci  vedo 

Più.  chiaro  di  voi  due,  dico  di  no. 
CV*j>.Ral£e  mio,  perchè  mai? 
Sar.  Perchè  ,  nen  so, 

Ma  in  città  si  bisbiglia 

Che  in  questo  giorno  istesso  il  Generale 

Ad  un  ricco  Uffiziale 

Maritarla  destina. 
Cap.  Oh  Ciel  ì  conviene... 

SI ,  conviene  parlar  liberamente. 
Sar.  Parlar  !  parlar  !  non  ne  faremo  niente, 
Cap  R  al  fé  ,  deciso  io  sono.... 

Non  mr  inquietar. 
Sar.  Ah  questo  amor,  cospetto, 

Vi  ha  guastato  il  cervello  . . .  • 
Cap,  Ahi  taci,  taci, 

Il  General  si  appressa. 
Sar.  Andiamo,  andiamo, 

Cap. Lasciami ,  il  voglio. 

£ar.  1  Ah!  lo  dicea  ;  ci  siamo. 

(Sar.  parte) 


#  ATTO 

SCENA  IX. 

Il  Generala  ed  il  Capitan*, 
11  Generale  si  avanza  meditando} 
Jl  Capitano  è  in  disparte  dubbiose 

€?ew.(i3ì...  dal  serbar  quel  post*; 

Dipende  intieramente 

Del  mio  disegno  Tesilo  felice.)  ..■*    e 

Cap  (  Coraggio  ,  ornai  non  lice 

Più  differir  :  o<*ni  riguardo  è  vano.  ) 

Permettete,  Signor...      (si  avanza  risoluto) 
Gen.  (con  bontà)  "Voi,  Capitano! 

Appressatevi. 
Cap.  (Ardir.) 

Gen.  Oggi  vi  siete 

Veramente  distinto  . . . . 

lo  di  voi  son  contento, 
Cap.  Il  bel  desire 

Di  farmi  degno  della  vostra  stima , 

Di  me  stesso  maggior  oggi  mi  rese. 
Gen  Quanto  vi  stimo  è  a  ciaschedun  palese  - 

Ma  voi,  s'io  non  m'inganno, 

Volevate  parlarmi. 
Cap,  Io  .. .  sì...  venia, .. 

Se  pur  lo  concedete ... 
Gen.  Ebben;  parlate^ 

top  Signor .. . 

Gen.  Animo  ,  via . . .  Perchè  tremate  ? 

Copio  parlerò...  ma  in  quest'istante  ho  d' uope 

Di  tutta  la  bontà  dei  vostro  core, 
Gen  Dubitar  ne  potete  ?  . . . 
Cap.  (Aita,  o  amore.) 

Son  tre  mesi . . .  s7  interrompe) 

Gen.  Ebbe»!  tre  mesi, 


PRIMO.  19 

Ch'io  bramava.  . .  (come  sopra) 

Che  bramate  j . . , 

I  miei  sensi  -  far  palesi, 
Francamente ,  li  svelate 

Ma  temea  che  il  vostro  core 
Non  si  avesse  ad  irritar. 
Se  non  trattasi  d'  onore 

Tutto  io  posso  perdonar,  (breve  silenzio) 
Forse  il  gioco  ? . . . 

lo  lo  detesto. 
Qualche  sfida?  .  . . 

Ah!  no,  Signore. 
Qualche  amore  ?  . . . 

Ah!  si:  il  più  oneste , 

II  più  casto  e  puro  amore. 
Voi  soltanto  un  cor  tremante , 
Voi  potete  assicurar. 

a  2 
(Io!  che  sento?  un  tal  linguaggi© 

M'incomincia  ad  inquietar.) 
(Porgi  amore  a  me  coraggio, 

E  non  farmi  vacillar.) 
Proseguite. 

Ah  !  si . . .  il  mio  fato 
Io  ripongo  in  vostra  mano. 
(Qual  sospetto  !  ) 

(  Ei  si  è  turbato,  ) 
Proseguite,  Capitano. 
Di  si  puro  e  onesto  affetto 
Palesate  a  me  V  oggetto. 
Amo  Adele,  e  sono  amato 

(gittandosi  a  suoi  piedi) 
Di  un  eguale  ardente  amor. 
Taci . . .  fuggi . .     sciagurato. 
Deh  !  . . .  mi  udite  . .  . 

Seduttor  ! 


ai) 


. 


ATTO 

Le  ripulse  ,  e  la  baldanza 

Di  colei  comprendo  appieno, 
Ma  saprà  trovarvi  un  frena 
Il  paterno  mio  rigor. 
Tu  fellon  ,  tremar  tu  dei , 

Non  godrai  del  mio  rossor. 
Ella  mi  ama  ,  e  la  speranza 
D'esser  mia  nutrisce  in  seno: 
Ah!  se  in  lei  venisse  meno, 
Morirebbe  di  dolor. 
Non  per  me  ,  pietà  per  lei 
Se  giammai  provaste  amor. 
Vicino  ad  Adele 
Ch'io  mai  non  ti  coglia, 
Né  ardir  la  mia  soglia  1 
Varcare  mai  più. 
L'oltraggio  crudele 
Divoro  nel  petto  : 
M'impone  rispetto 
Dovere  ,  virti*. 
Audace  *  l'invola  ! 
Mie  furie  ridesti. 
Oh  !  Adele  !  tu  sola 
Mi  freni ,  mi  arresti. 
Gerì.  a2  Cap. 

L-insana  tua  fiamma,      L'onesta  mia  fiamma^ 


L'indegno  tuo  foco, 
Reprimer  fra  poco  , 
Estinguer  saprò. 


Il  foco  ch'io  v^anto , 
La  morte  soltanto 
Scemare  mi  può. 

(il  Cap.  parte) 

SVENAI  v 


Il  Generale ,  indi  il  Tenente. 

Gen.  X  ropp'  oltre  io  mi  lasciai 

Dall'ira  trasportar,..  Ma  non  è  desso 


PRIMO.  m 

Lo  sciagurato  ,  che  d  Adele  il  core 

Fa  ribelle  al  voler  del  genitore  ? 

Allontanarlo  giova 

Fino  ai  novello  dì.  Signor  Tenente , 

Opportuno  giungete  , 

Ho  bisogno  di  voi. 
Ten.  Dite  :  imponete. 

Gerc.Àlla  prima  trinciera  , 

Che  al  Maggior  Dolzei  fu  confidata  , 

Passi  tosto  Emerico,  e  non  si  muova, 

Finché  altrimenti  io  non  avrò  disposto. 
Ten. E  il  Maggior  ?. .  ♦  (con  sorpresa) 

ùen.  Lo  destino  ad  altro  posto. 

Senza  indugiar  ,  correte  , 

Avvertite  ambidue.  Dite  al  Maggior* 

Ch'io  lo  attendo  iti  città. 
Ten.  Volo ,  o  Signore.  ($ 

Ah  !  questo  contrattempo  Gen.  parte) 

Delude  un'  altra  volta 

Del  Maggiore  il  disegno,..  La  faccenda 

Corre  di  male  in  peggio, 

E  come  finirà  ,  per  me>  non  veggio,     (parte) 

SCENA   XI. 

Sala  in  casa  del  Generale. 

Esce  fedele  pensosa,  e  siede  colla  fronte  appog- 
giata ad  un  tavolino.  Alcuni  Uffiziali  e  alcune 
amiche  di  casa  la  vanno  consigliando. 

Coro        Un  genitor  che  v'ama 

Non  provocate  a  sdegno, 
Del  vostro  amore  è  degn* 
Lo  sposo  che  vi  dà. 
Il  vostro  bene  ei  brama  > 
Altro  desio  jion  ha. 


m  ATT  O 

Ad.  Intesi . . .  penserò    . .  SI ,  con  più  calma 

Rifletterò,  {si  alza)  Grazie  vi  rendo  intanto, 

{come  licenziandoli) 
Grazie  del  vostro  zelo,  (gli  accompagna  alla 
Io  son  pur  sola  . . .  sia  lodato  il  cielo,  porta) 
Inutili  parole  , 

Freddi  consiglj  per  un  cor  che  avvampa , 
Per  un'alma  in  tempesta  I  -  . . 
Scampo  ci  vuole.,  e  nullo,  oh  Dio!  men  resta. 
Ma  intanto  il  Capitano  (passeggia  agitata  ri- 
flettendo) 
Dov'è?  che  fa?...  Quale  conforto  ei  reca* 
À  sì  crudele  ambascia? 
Nel  bisogno  maggior  sola  mi  lascia. 
Vieni  almeno  y  o  mia  speranza, 

Il  mio  cor  a  consolar. 
Reggerai  la  mia  costanza 

Che  incomincia  a  vacillar. 
Ambo  al  pie  si  gitterenio 

Del  severo  geniter ... 
Pregheremo  ,  piangeremo 
Calde  lagrime  d'  amor. 
Forse  allor...  mio  ben  chi  sa  r. 
Il  suo  cor  -  ai  moverà... 
Si  placherà  . .  «> 
Perdonerà .  . . 
0  solo  che  avanza 
Conforto  d'  amor  ,. 
Prosegui  speranza  9 
Lusingami  ancor  , 
Sopisci  un  momento 
L'affanno  ch'io  sento. 
Deludi  un  istante 
L'amante  -  mio  cor..* 
O  solo  che  hvcìììzol 
Coitilo  d'  amur. 


PRIMO.  fef 

SI,  si...  decisa  io  sono...  o  il  Capitano,  (è seduta) 
O  nessun  uomo  al  mondo...  ancor  non  sanno 
Di  qual  tempra  è  il  mio  cor,  di  qual  coraggio 
Questa  debol  fanciulla 

Armar  si  puote ,  se  al  cimento  è  messa  ... 
Oh  vedranno  i  crudeli...  Alcun  si  appressa,  (sor- 
Foia*  *gli  ahnen  !  .  ; .  gè) 

SCENA    XII. 

Il  Sorgente  e  Adele. 

j£d.  fanziosamente)  llalfe!  sei  tu?  che  rechi? 

Il  Capitano  ov'  è?  Teco  non  viene? 
Sur.  Piano  ,  piano  .  . .   (  Conviene 

Indorarle  la  pillola  ...  ma  io 

Per  cotali  ambasciate  ,  io  non  son  buono.  ) 
jAd  Ebben...  parla...  eh©  hai  tu  ? 
óar.  Nulla  di  buono. 

Presto,  presto  leggete  {^4dele  legge) 

Questo  biglietto  ,  e  uscir  dà  queste  porte 

Lasciatemi  per  sempre.  Ah}  non  ci  avesse 

11  Capitano  mio  posto  mai  piede  ! 

Avesse  a  me  badato  ! 

Non  lo  vedrei  come  un  facchin  trattato, 
^d.  Misera  me  !   che  lessi  !  in  tal  maniera 

L'  accòlse  il  padre  mio  ? 
Sar.  Mille  bastioni  1 

Poteva  accoglier  peggio  un  tamburino 

Il  più  vii  fantaccino  dell'armata.? 

Corpo  di  una  granata! 

Troverei!)   delle  spose 

Nobili  come  voi  ,  belle  del  pari .  .  , 

Ricchissime  egualmente. 
Ad,  Ahi  Ralte  1...  e  che  ho  da  far? 
Sar.  iNuii-  ne  so   nie    -  ■- 


r>4  ATTO 

Ad.  Tu  pur ...  tu  mi  abbandoni? 

Morta  mi  vuoi  tu  ancor  ?  Deh!  mi  consiglia; 
Fa  di  salvarmi  dalla  mia  rovina. 
Sar. Povera  Signorina! 

Sento  spezzarmi  il  cor...  via  non  piangete..* 
Procurerò  . .  »  vedrò  ... 
Ad,  Caro  il  mio  Ralfe, 

Non  negarmi  assistenza. 
Sar.  Io ,  si ,  cospetto  i 

Io  vi  protegge. 
Ad.  Aspetta  dunque. 

San  Aspetto. 

{Adele  va  al  tavolino,  e  scrive  rapidamente, 
Il  Sargente  è  imbarazzato) 
(Ella  scrive^.,  prudenza!  Avverti  bene  t 
Ralfe,  di  non  entrare  in  qualche  imbroglio.) 
Ad.  Ad  ogni  costo  io  voglio  (scrìvendo) 

Uscir  d'affanno:  a  disperato  male, 
Disperato  rimedio. 
Sar.  (Ahi!  ci  è  del  brutto... 

Ci  è  ilei  brutto  davver...  la  cosa  è  certa../ 
Ma  io  son  volpe  vecchia.) 
Adi  Eccomi. 

(piegando  la  lettera?  e  andando  a  lui) 
Sar.  (All'erta.) 

Ad.         Vola  tosto  al  Capitano: 

Questo  foglio  a  lui  rimetti  T 
Ch'  ei  non  cada  in  altra  mano  l 
Bada  bene  . . .  corri . . .  va  . . . 
Sar.         Piano  un  po' con  questo  andare! 
Io  non  corro  ad  occhi  stretti. 
Signorina!  un  militare 
Dee  sapere  quel  che  fa. 
Ad.  Ah  !  capisco  . . . 

Sar.  Manco  male* 

Ad.  Tu  diffidi . . . 

Sur.  {Maturale* 


PRIMO.  ti 

Senti,  senti,  non  ci  è  nulla  (copre  la 

Che  si  debba  a  te  celar.  lettera) 

(Occhio,  o  Ralfe  ,  una  fanciulla 

Vorria  farla  a  un  militar.)  (^td.  spiega 

il  foglio  ,  il  Sar.  si  accosta  ecc.) 

Sorte  avversa  a  noi  si  oppone       (leggo) 

Supplicar,  sperar  non  vale. 

Poverina  ,  ha  ben  ragione  ,       {da  se) 

E'  una  bestia   il  Generale. 

Un  pensiero  io  volgo  in  petto  , 

Che  a  me  stessa  fa  terror,  (leggendo) 

Vostro  padre  non  ha  cor.  {sempre  più 
Son  perduta.  commosso) 

Non  è  vero. 

Disperata. 

No ,  cospetto. 

Bene  in  terra  io  più  non  spero. 

Oh  !  ne  avrete  ,  io  vel  prometto. 

Forse  io  gemo ,  e  prego  invano  $ 

Mi  abbandona  in  fin  T  amor. 
Via  coraggio  :.  il  Capitano 

E'  un  brav'  uomo ,  un  uom  d*  onor. 
Seguitate,  andate  avanti y 

Una  riga  io  scorgo  ancora. 

Ch'  io  ti  vegga  alcuni  istanti  % 

Vieni  a  me,  non  far  dimora. 

Alto  là  non  è  permesso,     (con  forza) 

Che  mai  dici  ?  oh  Dio  !  perchè  ? 

(con  sorpresa) 
Perchè  un  posto  è  a  lui  commesso,  (con 

Perchè  dee  restar  dov'  è.  gravità) 

Ralfe  mio.  (accapezzandolo) 

Non  è  fattibile. 

Chi  lo  vieta? 

Oaore  ed  io. 

Per  pietà  * . . 

Non  è  possibile.        % 


26  ,  ATTO 

Ad.  Senti ....  ohimè  .... 

Sar.  Signora,  addio. 

Ad.  No,  tu  vuoi  fuggirmi  invano,     (arre- 

Assistenza  devi  a  me.  standolo) 

Sar.  Disgraziato  Capitano ,         (imbarazzato) 

In  che  impiccio  io  son  per  te. 
Ad.    (     Deh  I  se  amor  provasti  mai, 

Ti  commova  un  core  oppresso,  . 
Di  dolor  morir  mi  fai 
Se  non  cedi  al  mio  pregar. 
Sar.    \     (Bada,  o  Ralfe  ,  a  quel  che  fair 

I         O  l'onore  è  compromesso ) 

f         No  ,  davver  non  voglio  §uai , 
v  Non  mi  lascio  infinocchiar. 

Ad.      Vanne,  spietato -Ma  senti  bene,  (risoluta) 

Uscir  di  pene  -  Saprò  da  me. 
Sar.    Come  !  spiegatevi  :  -  Un  altro  imbroglio 
Ad.         Se  al  Capitano  -  Non  rechi  il  foglio... 
Sar.  Ebben  Signora...  (spaventato) 

Ad.  (minacciosa)  Allora  . . . 

Sar.  Allora  ? . . . 

Ad.         Son  morta  . . . 
Sar.  Oh  diavolo  ^ 

Ad.  Morta  per  te. 

Sar.      Oh!  no,  fermatevi...  ohibò,  non  fate... 

Ma  che  spropositi!...  che  ragazzate! 
Ad.         Si ,  sì  trafitta  qui  per  mia  mano 

Il  Capitano  -  mi  troverà. 
Sar.      Trafitta  un  cavolo!...  no,  non  morrete. 
(Chi  può  resista!...)  Paga  sarete; 
A  me  la  lettera  -  tant' è...  l'avrà... 
a  z 
Vanne,  corri...  a  te  commetto 
La  mia  vita  e  la  mia   pace. 
Vado  ,  corro  .  .  .  ma  cospetto  , 
Meno  furia,.,  flemma...  pace. 


PRIMO.  27 

Ad.         (Ah!  l'ardor  ch'io  provo  in  petto 
I       Di  frenar  non  son  capace. 
Ah  !  gì'  istanti  eterni  sono 
Alle  smanie  dell'  amor.  ) 
Sai<.\   (Ralfe,  Ralfe  quel  foletto 

j        Fa  di  te  quel  che  le  piace  . . . 

>        Disciplina,  onor ,  perdono! 

I       Mi  ha  tradito  il  mio  buon  cor.  (partono) 

SCENA    XIII. 

Il  Colonnello ,  indi  il  Generale. 

Col. i^ì  attenda  il  Generale,  e  francamente 

Si  sveli  il  dubbio  mio.  {siede)  Dubbio  !  che  dico? 

10  ne  ho  certezza.  Ella  non  mi  ama  e  il  core 
Per  altri  ha  .prevenuto  .... 

Me   lo  dice  abbastanza  il  suo  rifiuto. 

Ed  io  dovrei  per  forza 

Posseder  la  sua  mano? 
Gen.  {di  fuori)  Entrar  si  faccia  t 

E  qua  fuori  aspettar,  (ih  iscena)  Un  prigioniere 

Chiede  a  te  presentarsi  ,  ed  assicura 

Che  lo  conduce  a  te  somma  premura. 
Coi.  Un  prigionieri   chi  è  desso? 
GenXJn  giovine  cadetto.  Odilo,  e  poscia 

Alle  mie  stanze  ascendi:  ivi  ti  aspetto 

11  contratto  a  segnar.  Ecco  il  cadetto. 

(il  Gen.  pur  té) 
SCENA  XIV. 

Il  Colonnello  e  la  Contessa. 

Col.  A  ppressate  :  chi  siete  ? 
Q  lale  affar  vi  conduce  ? 
Con.  (da  lontano)  Il  Colonnello 


&  ATTO 

Più  non  Serba  memori* 
Degli  amici  lontani  ? 
Col.  Oh  Cieli  qual  voce? 

ComNon  così  la  Contessa.         (si  avvicina ,  e  to- 
gliendosi il  casco  ,  si  dà  a  conoscere) 
Col.  Ah  !  chi  mai  vedo  ?  Elvige  ! 
Con.  Elvige  istessa, 

Col.  Ma  come  ?  in  quelle  sp9glie  ? 

In  tale  stato? 
Con.  (rapidamente)  Il  padre  mio,  che  avverso 
Fu  sempre  al  nostro  amore, 
In  battaglia  morì. 
Col.  (Mi  manca  il  core.) 

Con, Lasciai  tosto  la  patria,  e  il  mio  germano 
Che  comanda  V  assedio 
Prontamente  raggiunsi,  e  non  trovando, 
Per  vederti  e  parlarti ,  altra  maniera 
Immaginai  di  darmi  prigioniera. 
Riesci  l"  espediente  :  ecco  :  io  ti  ree© 
La  mia  destra  ,  il  cor  mio  . .  ♦ 
Ma  tu  tremi  £  cos5  hai  ? 
Col.  (con/uso)  (Che  dir  deggio?) 

Con,         Io  serbai  la  data  fede , 

Tutta  amore  a  te  volai , 
Tu  qual  palo  immoto  stai, 
Sei  di  ghiaccio  innanzi  a  me  I 
Bella  in  ver  mi  dai  mercede  ! 
Bel  compenso  a  tanta  fé  ! 
Col.  Ah  Contessa  i  (confuso)  un  tale  evento... 

Ha  di  un  sogno  la  sembianza  : 
Di  vedervi,  la  speranza 
Già  perduta  aveva  il  cor*.. 
Mi  colmate  in  tal  momento 
D'imbarazzo,  e  di  stupor. 
.Con.         Qual  favella  1  che  imbarazzo  ! 
Col.  Ah!  di  yoì  non  son  più  degno. 


PRIMO.  ;  ap 

Colonnello!  sei  tu  pazzo! 
Sono  entrato  ,.  hi  altro  impegna. 
Ammogliato  J  (sospesa) 

Ancor  noi  sono. 
Tu  sei  mio,  non  t'abbandono. 
Ilo  promesso  al  Generale..,* 
lo  mi  getto  al  vostro  pie.  *• 


SCENA    XV. 

Il  Generale  e  detti 


Ci 


\ 


he  mai  vedo?     (arrestandosi  sull'in-* 

Assai  più  vale    gresso) 
La  promessa  fatta  a  me.  (tragge  una 
Mira  ingrato ,  è  quésto  il  pegno     carta) 
Della  fé  che  mi  hai  promessa. 
Ah'   di  voi  rni  resi  indegno, 
Abborritemi  Contessa. 
Che  mai  scopro?  un  altro  impegno? 
Ei  lo  afferma!  lo  confessa! 
f       Mille  affetti  in  un  momento 
r   1        Si  combattono  fra  lor. 
1    Ah  !   non  era  a  tale  evento 
Preparato  questo  cor. 
Esili  ancora?  (con  sdegno) 

Ahi  I   misero  ! 
Scegli  fra  due  . .  .  chi  vuoi  ? 
Deh  !   respirar  lasciatemi, 
lo  scieglierò  per  voi.  (si  scopre) 

Cielo  .  .  . 

Signor  1 
Gen.  (al  Col.)  Tacete. 

Quel  foglio  a  me  porgete ,  (alla  Con.) 
Scritto  è  di  vostra  mano  {al  CoL) 
Ogni  pretesto  è  Vano; 


i 


So  ATTO 

Contessa  il  dritto  vostro 

Sacro  per  me  sarà. 
{al  Col.)      Straccio  il  contratto  nostro  ,  (straccia 

La  mano  a  voi  darà,   il  suo  contratto) 

Col.  Ah  !  che  faceste  ? 

Gen.  Scostati. 

Con.  Cor  generoso  e  umano. 

Col.  Deh  !  mi  ascoltate  . . . 

Gen.  E'  inutile 

Col.  Deh  !  riflettete. 

Gen.  E'  vano, 

a  3 

Onore        4.     • 
A  sostieni,.. 

Amore 

Quest'alma  furente: 

Più  senno,  più  mente, 

Più  core  non  ho.  (partono) 

SCENA    XVI. 

Atrio  terreno  con  portone  in  prospetto. 

Il  Capitano  e  il  Sargente 
entrano  guardinghi ,  e  avvolti  in  un  mantello. 

Cap.l^ccoci  alfin. 

Sar  Ci  siam  pur  troppo...  Io  tremo. 

Più  che  se  andassi  incontro  ad  un  bastione 
Che  sparasse  a  mitraglia  ...  ah  . . .  Capitano 
Torniam  indietro. 

Cap.  Il  tuo  timore  è  vano. 

Nessun  ci  vede  ...  un  sol  momento  udirla, 
Favellarle  un  istante  ,  e  poi  partire  , 
A  me  lo  credi ,  esser  non  può  funesto  . . . 

Sar.  Funesto  non  sarà . . .  ma  fate  presto. 

Cap.  Taci . . .  alcun  giunge...  al  limitar  tu  veglia 


PRIMO.  5i 

E  sollecito  riedi  ove  periglio 
Scorger  ti  sembri  di  venir  sorpresi. 
Sur.  Vado  ....  ma  per  pietà  .  .  . 
Cap.  Spicciati:  intesi? 

(il  Sargente  parte.  Il  Capitano  in  dispar* 
te.  Esce  Adele) 

SCENA    XVII. 

Adele  e  il  Capitano. 

Cap.x  vara  Adele  ! 

Ad.  Emerico!  Oh  qual  mi  hai  data 

Prova  di  vero  amor  1 
Cap.  _         Io  per  vederti 

Tutto ,  tut,to  obliai;  ma  pochi  istanti 

Teco  restar  poss'  io  . . . 
Ad.  Da  questi  istanti 

Dipende  la  mia  vita. 
Cap. Ah  pur  troppo  lo  so.  . .  mi  sei  rapita. 
Ad-  Un'  ora  sola  ,  un'  ora 

Di  libertà  mi  avanza...  e  son  perduta 

Se  non  mi  salvi  tu. 
Cap.  Parla  . . .  che  brami  ? 

Che  far  degg  io  ? 
Ad.  Con  una  pronta  fuga 

Al  tuo  rivai  sottrarmi. 
Cap  lo  disertar  !  .. .  puoi  tu  di  ciò  pregarmi? 
Ad.  Risolvi. 
Cap.  Ah  I  no  ,  non  posso 

Mi  è  affidato  un  comando. 
Ad.  Io  la  mia  vita 

Affido  a  te. 
Cap.  L'onor  lo  vieta 

Ad.  Amore. 

Te  ne  scongiura.  t 

Cap.  Ah  tu  mi  spezzi  il  core . . » 


Z%  ATTO 

Ad.         Vieni ,  cerchiam  ricovero 
D'  alpe  romita  in  seno  : 
Loco  ne  tenga  almeno 
D'  ogni  fortuna  amor. 

Cap.         Teco  ramingo  e  povero 
Stato  godrei  giocondo  ; 
Ma  non  ha  bene  al  mondo 
Chi  può  tradir  l'onor. 

Ad.  Dunque  mi  vuoi  tu  perdere  ! 

Cap.  Mi  vuoi  tu  infame  ,  o  Adele  ? 

Ad.         Oh!  estremità  terribile! 

Cap.  Necessità  crudele  J 

a  %  Non  resta  a  noi  che  gemere  , 

Che  sospirar  la  morte  *  .  , 
Fato ,  d'amor  più  forte  , 
Ci  yuol  drvisi  ognor. 

SCENA  XVIH, 

Odesi   da   lontano   il  cannone. 
Esce  il  Sorgente  frettoloso. 


p 


Sar.         JL  ar  che  brontoli  il  cannone  ♦  .,. 

Gran  rumor  si  fa  per  via  .  . 

Signorina  ,  andate  via  . . . 

Capitano,  usciani  di  qua,,. 
O  cospetto  di  un  bastione 

Uno  scandalo  sarà. 
Cap.        Si,  dividerci  conviene. 
Ad.  Vanne  ,  e  segua  ognan  sua  sorte. 

Sar.  Manco  male, 

Cap.  Addio  mio  bene. 

Ad.  E  per  sempre. 

Cap.  (si  dindono)  Eternamente. 

Sar.  Marche  avanti. 

Ad.Cap.  (volgendosi indietro)  Ah  !...  m'odi.,,  ascolta 
Sar.  Siam  da  capo  un'altra  volta. 


PRIMO.  53 

Ad.CapS     Con  noi  resti  una  jnemoria 

)     Di  quest*  ora  di  dolor. 
Sar.         |Ci  mancava  quest'istoria, 

(     Maledetto  sia  l'amor. 
Ad.  Prendi  l'immagine  {si  stacca  dal  collo 

D'un  infelice,  un  ritratto) 

A  cui  non  lice 

Venir  con  te. 
Cap.  Prendi  le  lagrime     (le  porge  il  suo 

Di  un  cor  oppresso,     fazzoletto) 

A  cui  concesso 

Più  ben  non  è. 
Sar.  Corpo  di  un  ussero!   (intenerito  si  a- 

Divento  pazzo?     sciuga  gli  occhi) 

Come  un  ragazzo 

lo  piango  affé. 
.Ad. Cap.         Perfin  che  a  vivere 

Gostrett     io  sono, 

Sì  tristo  dono 
Starà  con  me. 
Sar,  Andiam  ,  vi  replico, 

Con  chi  ragiono? 
Prevedo  il  tuono 
Per  tutti  e  tre.       (si  dividono,  e 
stanno  per  uscire  da  varie  partì.    Odesi 
suon  di  trombe,  si  arrestano  suW ingresso) 
Ad.  Ah!   qual  rumori  *)  fermatevi 

*)  (correndo  a  loro) 
Cap.  Cielo!  *)  l'avea  pur  detto     *)  (torna 

indietro) 
SCENA  XIX. 

Il  Maggiore  e  detti 

Mag.  *)  Voi  qui!  voi  qui...  **)  bravissimo. 

2*  *;,    (al  (vp.)  **}   {ride) 


54  ATTO 

Cap.  Signore  !  (risentito) 

Sar.  Maledetto! 

Mag,  Mentre  la  guarnigione 

E' tutta  in  confusione, 

Novello  Achille  in  Sciro 

11  Capitan  qui  sta. 
La  sua  prudenza  ammiro, 

Applaudo  in  verità. 
Cap.         Signor  Maggiore!  (con  furore) 

Ad.  Ah!  frenati. 

Sar.  Una  bombarda  ho  in  petto,  (fremendo) 

Cap.  L'insulto  vostro... 

Mag.  11  meriti. 

Cap.  Ci  rivedrem. 

Sar.  Cospetto  !         (per  uscire) 

Mag,  Di  qua  non  esci. 

Sia.  Ahi!  misera  ! 

SCENA    XX. 

Escono  gli  Uffìziali  e  i  Soldati,  indi  il  General? 
trattenuto  dal  Colonnello  e  dalla  Contessa, 

Coro  ìTji  arresti  il  traditor. 

Cen.         Dov'è  mai?  dov'è  l'indegno? 
11  codardo?  il  disertore? 

Col.  J)eh  !  calmate  il  vostro  sdegno. 

Con.  Moderatevi  Signore. 

G*n,  Ecco  il  vile,   {avanzand  scorge  il  Cap.) 

Ad.  Ah  !  padre  mio  ! 

Gen,  Va...  più  padre  non  son  io:  (rigettan- 

Son  un  uom  disonorato,  dola) 

Son   tradito  ed  infamato  , 
Il  mìo  sangue  invano  ho  speso, 
Qui  da  vii  per  te   moro.        {a!   Cap,) 
lì  tuo  posto  fu  sprpresp.  (con  fai  za) 


PRIMO.  35 

Cop.Sar.    Ah  gran  Dio  ! 

Ad.  Più  cor  nop  ho. 

(Il  Gener.  è  in  mezzo    vivamente    addolo- 
rato,    il  Col.  lo  va  confortando.  Ad.    è 
sostenuta  da  un  lato  dalla  Con.  Il  Cap. 
doli9  altro  è  appoggiato  sul  Sar.  atterrito,  v 
Il  Mag.  è  in  disparte  tranquillo) 

Tutti. 

Del  mio  crudel  destino 
L'  ultimo  colpo  è  questo. 
Corpo  di  un  rivellino 
Parificato  io  resto*. 
Serbato  a  questo  oltraggio 
Era  il  mio  capo  antico! 
Richiama  il  tuo  coraggio , 
Entra  in  te  stesso,  amico. 
Ah!  che  del  suo  delitto 
Fu  la  cagione  amore. 
Al  genitor  trafitto 
Nascondi  il  tuo  dolore. 

Gen    Cap,  Ad. 
Ogni  mio  bene  è  spento , 
Morto  è  perfin  l'orior. 

Con.    Col. 
Vedi?  sì  tristo  evento 
Rende  il  tuo  duci  maggior. 
Corpo  di  un  reggimento  ! 
Yedi  a  che  guida  amor. 

a  7 
Cap    Gen.  Ad. 
Mi  fosse  almen  del  pianto 
Lo  sfogo  sol  concesso  , 
Del  mio  dolor  l'eccesso 
Sollievo  oh  Dio!  non  ha. 


36  ATTO 

Col.  Con.  Sar. 

Non  disperar  cotanto , 

Consola  il  core  oppresso: 

Ah!  che  il  mio  spirto  istesso 

Perdendo  ornai  si  va. 
Mag.       Del  tuo  valore  il  vanto 

Ti  giovi ,  o  stolto  ,  adesso , 

Ti  vedo  alfin  depresso , 

Ma  poco  è  al  mio  furor,  {il  Gen.  dopo 
pochi  momenti  passeggia   su   e  giù  per  la 
Scena,   indi  si  avanza   più  calmato ,  e  si 
volge  agli  Uffizioli  e  ai  Soldati) 
Gen.         L'infelice  s'imprigioni; 

Custoditelo  ,  o  Tenente  , 

E  si  aduni  prontamente 

Il  consìglio  militar. 
Sar.         Eccellenza  ...  mi  perdoni . . . 

Ma  direi...  con  permissione;,. 

Se  perde  la  posizione  , 

La  potrà  ricuperar,  (il  Gen.  gli  volge 
Mag.       Arrogante  1   ai  superiori  le  spalle) 

Osi  tu  di  dar  pareri? 
Coro  Ti  allontana. 

Sar.  Sì  signori 

Gen.  Si  consegni  ai  granatieri. 

Cap.*)         Generale  . . .  **)  io  non  mi  scuso, 
*)  (in  mezzo  ai  Soldati)  **,  (si  avanza  al  Gen.) 

Di  rigore  io  non  vi  accuso; 

Meritata  ho  la  mia  sorte  , 

Con  valor  l'incontrerò^ 
Ad.         Io  cagion  della  tua  morte, 

Io  morir  con  te  saprò. 
Gen.         Taci , . .  scostati  . . .  spietata  r 

Tu  cimenti  il  mio  furore. 
Ad.  E  in  me  piombi. 

Gen.  Forsennata! 


PRIMO.  fy 

Col.  Con.        Vi  calmate. 
Ad.  Oh  mio  dolori 

Gen9  ( Ah!  si  tolga  a  me  davante, 

Non  mi  segua  ad  irritar. 
Col. Con.    [Sventurata,  incauta  amante! 

L'ira  sua  non  cimentar. 
CoroMag.  jSi  raduni  sull'istante 

11  consiglio  militar. 

Cap.  Ad.  Sar. 

[Ah!  non  ho  valor  bastante 

Di  lasciar!"  e  non  tremar, 
o 

Tutti. 

Il  Capitano ,  Adele. 

Deh  !  perdona  ,   1 '"/Li*     è  innocente  , 

Io  son  re      che  1     trassi  in  errore  ; 
a  o  ' 

Odi  i  prie^hi  di  un'alma  che  more, 

Odi  amore  ,  natura  ,  pietà. 

Generale. 

No  ,  tacete  ...  di  un  padre  dolente 
Rispettate,  l'affanno,  l'orrore. 
Non  ascolto,  non  odo  che  onore, 
Sordo  zi  p^"  i|  mi  fa. 

Colonnello  9  Contessa ,  e  Donne. 

v;«   :   9  sper;:  .  ,     in  un  cuore  clemente 
\ leni    ,     r 

Noi*  resiste,  non  dura  il  furore... 

Sventurati  !   mi  spezzano  il  core 

La  lor  sorte  spavento  mi  fa. 


ATTO  PRIMO. 

Sar gente. 

Non  ci  è  scampo:  l'hai  fatta,  Sargente  ♦ 
Veterano  !   uom  di  testa  !  tutore  ! 
Oh  I   vergogna  !  ove  Jio  perso  V  onore 
Yo'  recarmi  ,  ammazzarmi  colà. 

Maggiore ,   Uffizioli. 

Non  si  ascolti  la  colpa  è  evidente 
Si  punisca  -  Fia  giusto  il  rigore 
Il  castigo  del  vii  disertore 
All'armata  d'esempio  sarà. 


Fine  dell9  atto  primo. 


__^ fe 

ATTO    SECONDO. 


SCENA    PRIMA. 

Sala ,  come  nell'  atto  primo. 

7i  Generale  passeggia  pensoso  e  agitato , 

alcuni  Uffizioli  stan  dietro  a  lui 

aspettando  i  suoi  ordini. 

rv 

Coro  X  ace,  sospira,  e  medita... 

E'  giusto  il  suo  dolor  . . . 
Del  Capitan  l'error 
Non  ha  difesa. 
Di  tanti  sforzi  il  frutto 
Tutto  per  lui  mancò  » . , 
Più  la  città  non  può 
Fuggir  la  resa. 

SCENA    II. 

Il  Colonnello  e  detti,  appena  il  Colonnello  entra 
in  iscena}  il  Generale  gli  va  incontro. 

Gen.L^bbene  ,  amico  ? 
Col.  Io  la  lasciai  piangente 

Fra  le  braccia  di  Elvige.  Ella  pur  nutre 

Speranza  vii  perdono. 
Ge.n. Abborrirla   dovrei,.,  ma  padre  io  sono. 
(dopo  alcuni  momenti)  Abbastanza  infelice 

La  rese  il  traditor. 
Coi.  E  per  lui  nulla 


4o  ATTO 

Avvi  a  sperar  ? 
Gen.  Nulla..,  per  lui  non  sono 

Che  giudice  severo  .  . . 

Al  Consiglici  io  in  invio. 
Col.  No  .  .  .  non  fia  vero 

Gen  Chi  mei  vieta  ? 
Coi  11  tuo  cuor.  Puoi  tu  tranquillo 

Veder  colui  che  chiami 

Lv  Adele  seduttore  Puoi  tu  la  voce 

De*  privati  obliar  affetti  tuoi? 

R;spordi  ,  lo  puoi  tu?  no  non  lo  puoi. 
Gen  Mi  abbraccia  -  il  tuo  consiglio     (commosso) 

Se^ uè  A  mio  cor  ...  al  militar  consesso 

Presiederai  tu  stesso.  .  ,  a  te  confido 

L  onore  dell'  Armata  e  T  onor  mio  (frenan- 
do il  pianto) 

Se  puoi.,,  se  il  merta...  usa  clemenza... addio. 

(parte) 
SCENA    UL 

Adele ,  la  Contessa  e  il  Colonnello. 


uià.  t\\\  I  padre  !  ...  Ei  si  allontana, 

Ei  mi  traccia  da  se. 
Col,  (tornando  indietro,   Sperate  %  Adele: 
Et  vi  perdona  ,  e  al  militar  eonsigho 
Ch'io  presieda  ordinò    S'io  fui  cagione 
Della  vostra  sventura  ,  a  ripararla 
Adoprarmi  vor,l!  io. 
Aà  Cielo!   e  fia  vero? 

Sperare  ai^oor  w\  lice  . .  , 
Con  ..Si  :  ti  colo   na  :  io  li  vedrò  felice. 
Ad.,  Av  w  7Wò  il  core 

A   te; àie  pene  , 
Ve;  »       bene 
Sfterar  aon  sa. 


SECONDO.  4i 

con.  Chi  sente  in  petto 

Uina  in»  a  fletto  , 

Error  d  amore 

Perdonerà. 
j4ch  Ma  il  padre  irato  . . . 

Con*  Sarà  placato. 

Ad.  Ma  il  tribunale  .  ,  ■ 

Con.  Lo  assolverà. 

a  2 

0  speme  d'un'alma  -  Che  a  te  si  abbandona, 
Tu  i   voti  corona  *    Tu  calma  il  timor. 
11  Cielo  si  pieghi  -  Ai  prieghi  d'amor, 

{partono) 
SCENA   IV. 

Atrio  terreno,  come  nell'atto  primo, 
con  veduta  della  Sala  preparata  pel  consiglio. 

Il  Maggiore,  il   Tenente,  il  Colonnello , 
e  Coro  di  UJfiziali. 

Coi.  »Oignori  ,  il  tristo  ufficio  a  cui  ne  astringe 
•iDi  guerrieri  il  dover  da  noi  si  compia 
«Con  giustizia  ed  onor;  ma  rammentiamo». 
wChe  la  giustizia  istessa 
"Clemenza  non  esclude  , 
"Che  soverchio  rigor  non  è  virtude. 
Coro  Del  valoroso  giovane 

Ognun  ricorda  il  merto  ; 
La  gloria  ond*  è  coperto 
Caro  al  guerrier  Io  fa.  ., 
Possa  scolparsi  il  misero  + 
Degno  apparir  di  scusa; 
E  da  giustizia  esclusa 
Clemenza  non  sarà.  (prendono 


42  ATTO 

posto  :  ci  un  cenno  del  Colonnello  s'  intro- 
duce  il   Capitano   disarmato»  Rafe  lo  ac- 
compagna. 
Sar.  Non  temer  ,  Capitano  , 

Non  lasciar  soverchiarti.  Io,  io  cospetto  1 

Difendere  saprò  la  causa  tua 

Meglio  che  Ciceron  prò  domo  sua.  (il  Capi- 
tano  stringe    la    mano   al    Sargente  senza 
parlare  ;  siede   al  posto   destinato  per  lui 
Breve  silenzio) 
Col.  Vi  è  nota  la  camion  per  cui  si  aduna 

11  militar  consiglio  ? 
Cap.     *'  Àppien  mi  è  nota. 

Col  Addur  potete  alcuna» 

Difesa  al  vostro  error? 
Sar.  (da*se)  (Mille) 

Cap.  Nessuna.  ; 

Sar. Menzogna ,  miei  signori!...  (forte) 

Cor  oSilenzìo. 

Sar.  Più  non  parlo. 

Col.  Ordine  espresso 

Aveste  voi  di  non  lasciare  il  posto 

A  voi  fidato? 
Gen.(accenn.  al  capo)  (No.) 
Cap.  Sì  :  T  ebbi. 

Col.       #   ;  (Ahi  lassò  !  ) 

(Ei  si  perde  ) 
Mag/con  gioja  al  Tenente)  (Ei  si  accusa) 
Col.  E  perchè  dunque 

Ad  onta  del  divieto 

Poteste  abbandonarlo? 
Cap.  E'  mio  segreto* 

Col.  Palesatelo, 
Cap.  E#  vano. 

Mag.  Avvi  chi  dice 

Che  grave  alterco  aveste 


S  E  C  O  N  I)  a  45 

Col  Generale. 

Cap.  E'  vero. 

Mag.  E  si  sospetta 

Che  abbiate  per  vendetta 
Consegnato  quel  posto  all' inimico. 

Cap. lo!  !  ! 

Sar.  Questo  poi . . . 

Coro  Silenzio. 

Sar.  Altro  non  dica. 

T'eri. In  fra  l?  vostre  carte 

Un  foglio  si  trovò  vergato  in  cifra, 

Ma  dal  Danese  General  segnato  , 

Che  avvalora  il  pensìer  del  tradimento, 

Cap.Fra  le  mie  carte  !  1 1 

Sar.  No  . . . 

Coro  Zitto  ! 

Col  (Che  sento?) 

(un  l/ffiziale  passa  il  foglio  al  Colonnello 
indi  lo  reca  al  Capitano) 
Lo  ravvisate  voi  ? 

Cap.  No.  Mai  contezza 

Di  quel  foglio  io  non  ebbi 

Cól.  E  in  vostra  mano 

Come  pervenne  mai?  Potete  alcuna 
Prova  allegar  che  altrui  diretto  ei  sia  ? 

Cap.  La  mia  parola,  la  coscienza  mia.. (breve  silenzio) 

CbL  Soldati,  al  career  suo 

Si  riconduca  il  reo.  (si  alzano  tutti) 

SCENA    V.     ■ 

fedele  accompagnata  dalle  Donne. 

Ad.  jl  ermate 

Cap.  Adele  1 

Ad.  Emerico  !     (si  precipitano  una  verso  V altra) 


44  ATTO 

Mag  féi Soldati)  "Ubbidite. 
Ad.  Un  solo  istante 

Concedete,  crudeli,  al  dolor  mio  (son  divisi) 
Mag. Si  passi  alla  sentenza,       (tutti  si  ritirano  in 
fondo  alla  sala  ,  e  richiudono  la  porta) 
Ad.  lo  inoro        (abbando- 

nandosi fra  le  braccia  delle  Donne) 
Cap.  (partendo)  Addio,  (parte 

fra  i  Soldati) 

SGENA    VI. 

Adi  le  e  Coro. 
Indi  gli   ZJffiziali  ,  e  ^ 

Coro  dìUf^  In  voi  tornate  . . . 
Non  disperate  . . . 
Berdijto  ancor  non  è. 
Lungi  da  queste 
Sòglie  funeste , 
Con  tioi  volgete  il  pie. 
Ad.  Dove  son'  io  ?.. .  (torna  in  se) 

Fu  sogno  il  mio  ?  . ,  • 
O  delirai  finor  ?  . . . 
Ah  !  non  sognai       fco?i  disperazione) 
Non  delirai 

Yerace  è  il  mio  dolor. 
Cielo  che  in  cuor  degli  uomini 
Ogni  segreto  scorgi , 
Tu  sai  s'egli  è  colpevole,. 
Sai  s'innocente  egli  è  . .  . 
Soccorso  a  lui  tu  porgi, 

Salvo  lo  rendi  a  me  {Si  aprono  le 
porte  e  n9  escono  gli  Uffiziali  e  il 
Colonnello.  Uno  di  questi  ha  in 
mano  la  sentenza) 


SECONDO.  45 

Ad  e  don.  Ah  !  è  deciso  .  .  . 
Coro  e  uomini  Al  Generale 

La  sentenza  sia  recaU.    \jil  Maggiore 
e  il  Tenente  partono  con  la  sentenza) 
Ad.  Deh  !  fermate  . .  .   deh  !  ascoltate  . . . 

(precipitandosi  in  mezzo  a   loro) 
Col.  Che  mai  chiedi ,  o  sventurata  ?  . . . 

(arrestandola) 
Ad.  Proseguite.,,  ah!...  no...  v'intendo... 

E'  perduto ...  oh  !.. .  giorno  orrendo  ! 
Non  è  ver  che  uccida  il  duolo 
S'io  respiro  e  vivo  ancor. 
Col.eCoroA  sperar  ti  resta  solo 

Che  lo  salvi  il  genitor. 
Ad.  Oh  speme  inutile  !   -  Oh  cruda  legge! 

A  chi  ricorrere  ?  -  Chi  lo  protegge? 
Se  inesorabile  -  E'  il  genitor. 
Ah!  che  per  piangere  -  Come  io  vorrei 
Non  han  più  lagrime  -  Quest'occhi  miei 
Non  ha  più  gemili  -  L'oppresso  cor. 

Col.  e  Cori  v     :     consolati  -  Calma  l'affanno 
Vieni 

11  cor  del  padre  -  Non  è  tiranno 

Lo  potria  movere  -  11  tuo  color. 

{partono} 

SCENA  YII. 

Sala  come  prima. 

Il  Generale,  il  Tenente  e  il  Maggiore, 
(il  Generale  esamina  la  sentenza) 

Gen.llo,  di  si  reo  misfatto 

Capace  io  non  lo  credo  :  avvi  un  mistero 

Che  comprendere  non  posso. 
Mag.  Il  vostro  cuore 


46  ATTO 

Nobile  e  puro  non  possibil  crede 

Tanta  perfidia. 
Ten.  Ove  però  vi  sembra 

Ingiusta  la  sentenza  , 

Ed  a  favor  del  reo  pietà  vi  parla..» 
Mag. Correggerla  potete... 
Ten.  Ed  annullarla. 

(ren.No  :  della  legge  a  fronte 

Tacer  debbe  pietà.  -  Bramo,  o  signori, 

Solo  restar  per  ora. 
Mag.{  Vieni  ;  in  porto  slam  noi.) 
Ten.  (Noi  credo  ancora) 

{il  Maggiore  e  il  Tenente  partono) 

SCENA    Vili. 

Il  Generale ,  e  il  S  urgente. 

&en.i\  ulla  manca  al  processo  .  .  .     (dopo  alcuni 

Adempiuta  è  la  legge,    momenti  di  silenzio) 
Sar.  {sulla  porta)  Entriam  :  vedremo 

Se  dalle  mie  ragioni 

Convinto  non  sarà. 
iJen.  Misera  Adele! 

Questa  sentenza  costerà  la  vita 

A  tre  vittime  a  un  punto. 
Sar.  (avanzandosi)  Animo  ,  o  PialTe  r 

Senza  esordio  :  ex  abrupta. 
Gen.  Offeso  onore 

Esige  il  sangue  suo. 
Sar.  precipitandosi)  Piano  ,   Signore. 

Gew.ìlalfe!   che  ardire  è  il  tuo? 

Chi  ti   permise  entrar? 
Sar.  (Comincia   m^la.) 

MA  permise  .  ,  .  dirò  .  .  .  Voi  non  potete 

Ricusar  di  ascoltanti. 


SECONDO.  47 

Gen.  Parla. 

Sar.  (Eloquenza  mia,  deh!  non  lasciarmi.) 

L' ingiustizia  del  Consiglio  . . . 
Voglio  dir  . . .  della  sentenza. .  . 
(Ah  !   mi  scappa  I  eloquenza  . . .) 
Vo  provar  che  reo  non  è. 
Gerì.         Parla  pure:  non  temere: 
Rassicura  il  cor  turbato  : 
Se  innocente  è. l'accusato 
£   Ne'  andrò  lieto  al  par  di  te. 
Sar.        E  innocente  ,  innocentissirao. 

10  lo  giuro. 
Ne  hai  tu  prova  ? 

Cento . . .  mille . .    E' mio  pupillo . . . 

Ciò  non  serve:  ciò  non  giova. 

Tre  ferite  in  petto  porta... 

Non  rileva:  non  importa... 

Si  è  distinto  segnalato. 

Or  d'infamia  si  è  macchiata. 

Ama  Adele,  e  questo  amore... 

Non  cancella  il  grave  errore. 

Vostra  figlia  in  conclusione      (rapida* 

Del  suo  fallo  è  sol  cagione...     mtnlz) 

Minacciava  di  morire  . . . 

Non  volea  ragion  sentire  .  .  . 

E  se  more  il  Capitano 

Elia  pure  morirà. 
Stan  due  vite  in  vostra  mano... 

Grazia,  grazia   per  pietà. 
Ah  !   potessi  col  dovere 

Conciliar  gli  affetti  miei! 

11  mio  sangue,  oh  ciel,  darei 
Per  potergli   perdonar. 

(Non  mi  scappa  è  in  mio  potere 
L'ho  convinto  l'ho  coni  mosso- . . . 
Raife  ,  avanti;   Ralfe,  addosso j 
Non  lasciarlo  respirar,  ) 


Gen. 


ATTO 

Dunque  ,  Signore  ,  perdonerete  ? 
La  legge  il  vieta. 

Voi  lo  volete. 
Sai  sconsigliato,  che  cosa  importi 
(potestà  grazia  a  cui  mi  esorti  l 
La  sua  salvezza. 

Il  suo  rossore. 
Vuoi  tu  che  viva  nel  disonore  ? 
Nemmen  per  ombra  . . . 

Veder  lo  vuoi 
Grave  a  sé  stesso ,  in  odio  ai  suoi  ? 
Amari  giorni  trar  nel  bisogno? 
Unir  infamia  a  povertà? 
Nemmen  per  ombra,  nemmen  per  sogno 
Piuttosto  morte. 

E  morte  avrà,    (il  Gen. 
sottoscrive  rapidamente  la  sentenza) 

a  2 

/No  Signore  . . .  Cos'  ho  fitto  ? 

[      Me  meschino  !  .  .  .  Cosa  ho  detto  ? 

Mi  disdico  ,  mi  ritratto  . .  . 

Non  consento  . . .  non  permetto  .  .  , 

(Ah!  mio  caro  Capita»©, 

W scannarmi  di  mia  mano... 

Ah  !  da  lui  mi  son  lasciato 
)  Imbrogliare  .  .  accalappiar. 
Taci .  . .  vanne  .  . .  Ad  ogni  pattò 

A  punir  son  io  sforzato  . .  . 

Lavi  il  sangue  il  suo  misfatto  , 

Mora  almeno  da  soldato... 

(Ahi  1  affanno  io  celo  invano, 

Che  mi  squarcia  a  brano  a  brano..  , 

Ahi  di  lui  più.  sventurato, 

lo  vivrò  per  Inchinar.)     {il  Sar.  parte) 


SECONDO.  49* 

SCENA  IX, 

Il  Generale  solo  ,  indi  un   UJfiziale , 
per  ultimo  il  Colonello  e  la  Contessa. 

(Il  Generale  rilegge  di  nuovo  la  sentenza:  reste 
un  momento  indeciso,  indi  risolutamente  si  alza 
e  chiama.) 

Gen.Uhi!  chi  è  di  là  ?  *)  prendete... 

*)   (si  presenta  un  Iniziale) 

Segnata  è  la  sentenza..  .  oggi...  a  tre  ore..  . 

Si  eseguisca  . . .  (Sei  pago  onor  crudele.  ) 

(con  voce  tremante.   Fa  un  cenno 
alV  Uffiziale,  ed  egli  parte) 
Col.  Dunque  è  deciso? 
Gen.  Sì . . . 

Con.  Povera  Adele  ! 

Gen. Assistetela  voi.  Dalle  sue  stanze 

Non  si  lasci  sortir. 
Con.  Al  suo  destino 

Comincia  a  rassegnarsi . . .  ella  non  brama 

Che  parlarvi  un  istante  ,  e  non  implora 

Che  veder  l'infelice  anzi  che  ei  mora* 
Col.  Questo  conforto  ,  o  amico  f 

Ricusarle  non  puoi  :  da  un  cor  trafitto 

Troppo  esiger  saria. 
Gen.  Sì . . .  qual  vi  sembro 

Io  non  sono  crudele...  Ah!  s'io  potessi 

Strugger  quel  fatai  foglio  !  .  . . 
Con.  (con  premura)  Allor  Signore?..  . 

Gerc.  *)Allor...**)  ma  vana  speme  io  nutro  in  core* 
*J  (<o;i  espressione)  **)  (coji  risoluzione) 
(parte  precipitosamenUì) 


5o  ATTO 

SGENA    X. 

Il  Colonello  e  la  Contessa. 

Con.  v  ì  olonello  ! .  A  poss'  io 

Confidarti  un  segreto?.,.  Ah!  no  non  posso 
Eppur  pietà  mi  sforza . . . 
Giustizia  mi  consiglia  . . . 
Io  sola  ,  io  sola  potrò  dargli  ajuto. 
CoL  Elvige  ! . .  •  qual  parlar  ? 
Con.  «  Ho  risoluto. 

Voglio  al  campo  tornar.  La  mia  partenza 
Assicurar  tu  dei. 
Col.  Vaneggi  Elvige? 

Partire  :  non  puoi  tu. 
Con.  Per  qual  cagione  ? 

Col.  La  legge  militar  a  ciò  si  oppone. 
Coti. Che  legge  ?  Il  Capitano 

Forse  salvar  poss'  io .  , .  forse  scoprire  , 
Svelar  per  mezzo  mio  . . . 
Dei  lasciarmi  partir. 
Col.  No  .  • .  noi  degg  io. 

Con.        Il  desir  che  il  ciel  m'inspira 
Per  pietà  non  render  vano: 
Tornerò  ;  saprai  V  arcano  ; 
Pago  appieno  andrai  di  me. 
Presto  via  . .  . 
Col.  Ma  il  Generale  . . . 

Con;  Eh!  che  a  me  non  bada  adesso. 

CoL  Se  lo  scopre  . . . 

Con*  Non  ci  è  male; 

Ne  sarà  contento  anch'esso. 
Tutti,  tutti,  quanti  siete , 
Obbligati  a  .me  sarete  j 
Pria  che  in  ciel  si  oscuri  il  giorno 
Io  da  voi  ne  avrò  mercè. 


SECONDO.  5i 

Col.         Ah!  che  incerto  è  il  tuo  ritorno... 
Con.  Io  ne  impegno  la  mia  fé. 

Se  per  vederti 

Tutto  sfidai, 

Mio  ben  ,  lo  sai , 

Amor  lo  sa. 
L/  amore  istesso 

Che  mi  fu  guida, 

L'  amor  che  adesso 

Il  cor  mi  affida  , 

Nelle  tue  braccia 

Mi  renderà.  (partono) 

SCENA   XI. 

Carcere. 

//  Capitano  solo,  appoggiato  ad  un  tavolino  ter- 
mina di  scrivere  una  lettera,  tratto  tratto  sospira, 
indi  facendosi  forza  si  alza,  e  passeggia  a  gran 
passi;  indi  il  Sargente. 

rv 

Cap,  A  utto  è  compiuto...  o  cara  madre!  è  questo 
L'ultimo  addio.  Ralfe  ,  il  fedel  mio  Ralfe 
Tel  recherà...  Per  te  infelice  Adele 
Nulla  io  lascio  per  te,  fuor  che  la  speme, 
Che  un  giorno  ancor  ci  troveremo  insieme. 

Sar.  Mio  Capitano! . . . 

Cap.  Amico ...  (I9  abbraccia) 

In  questi  amari  istanti 
Deh!  tu  non   mi  lasciar. 

Sar.  (singhiozzando)  Caro...  Eme..,rico... 

Vengo  a  far... ti  corag...gio. 

Cap.  A  me  nascondi 

Le  tue  lagrime  dunque  ,  il  tuo  dolore. 

Sar. Ohibò . . .  non  piango ,  *)   (mi  si  spezza  il  core.) 

*)  (sforzandosi  di  ridere) 


62  ATTO 

Cap.Qàiim  :  il  foglio  è  questo 

Che  a  mia  madre  io  vergai. 
Sar.  Povera  donna!  , 

Morrà  d' affanno. 
Cap.  Al  Genera!  dirai  ,  . . 

Sar.  Il  Generale  ...  é  là. 
Cap.  Che  dici  mai  ? 

Sar.  Coraggio  . . .  veh  . . .  coraggio  .... 

Adele  è  seco. 
Cap.  Adele  ! 

Sar.  Ella  dai  padre 

Ottenne  di  vederti,  e  a  lui  piomise 

Di  non  indebolir  la  tua  costanza. 
Cap  Ciel ,  mi  assisti .  . . 
Sar.  Coraggio  . .  .  ella  si  avanza* 

SCENA    XII. 

Il  Generale  e  il  Colon  elio,  Adele  in  mezzo  a  loro,. 
Il  Capitano  va  incontro  ad  essi,  e  si  sforza  di 
parer  tranquillo. 


CapÀ^jA  è  pur  vero  Adele... 

Ch'io  ti  riveggo?...  Generale...  Amico. 

Quante  pene  io  vi  costo  I 
Col.  {abbracciandolo)  Oh  sventurato! 

Causa  innocente  di  tua  morte  io  sono. 
y4d  Ti  uccido  io  sola...  imploro  il  tuo  perdono. 
Sor.  E   Ralfe.  .  .  il   disgraziato 

I  he  il  biglietto  portò  ? .  . . 
Gen    (interrompendo)  Tutti  siam  rei. 

Perdoniamoci  a  vicenda,  lo  la  tua  colpa 

Dèggio  in  campo  espiar,  tu  col  morire 

Ricuperar  l'onore. 
Sar.  (Egli  ha  un  bel  dire.) 

Gen  .Brevi  momenti  insieme 


SECONDO.  53 

C'intratteniarn  da  forti,  ed  egualmente 
Separiamci  da  forti. 
Cap.  Oh!  generoso! 

Questi  istanti  mi  rendi  ancor  felici. 
siti. Se  in  me  vedete,  amici, 
Segno  di  debolezza  , 
Strascinatemi  altrove.  *)  Oh!  ciel  ! 

*)  (V  orologio  suona  tremore) 
Gen.  (ad  Ad.  e  al  Cap.)  Coraggio. 

Cap.  Abbracciami .. .  t'invola...  è  giunta  l'ora. 
Sar. (Ora  assassina!) 

Ad.  Almen  mio  sposo  ei  mora 

(al  Gen.  reprimendo  il  piatito.) 
Gen. Ah!  sì;  la  man  mi  porgi 
E  reca  nella  tomba 
La  mia  benedizione  il  mio  perdono. 
Col.  (  O  tristi  nozze  !  ) 
Sar.  (  Sbalordito  io  sono.  ) 

(  Adele  e  il  Capitano  si  gettano    ai    piedi 
del  Generale.   Egli  è  in   mezzo  pallido  , 
e  smarrito:  posa  la  mano  sulla  lor  fronte 
benedicendoli.  Il  Colonnello  da  un  lato 
dalValtro  il  Sargente  osservano  inteneriti.) 
Gen.         f  Care  infelici  vittime 
Vi  benedica  Iddio , 
Con  questo  amplesso  mio 
Col  mio  paterno  amor. 
Cap.  Ad.  ]  De*  miei  repressi  gemiti 
Odi  la  voce ,  o  Dio; 
Per  si  tremendo  addio 
Porgi  costanza  al  cor. 
Col.  Sar.  §  Come  frenar  le  lacrime? 
Come  tacer  poss'  io? 
A  questo  amaro  addio 
Sento  scoppiarmi  il  cor.     (odesida 
una  parte  il  suon  de  tamburi  daW  altra 

3* 


ATTO 

V  appello  delle  trombe  :  un  picchetto  si 
presenta  sulla  porta.  Adele  freme:  Il  Ge- 
nerale la  prende  per  mano  con  un9  oc- 
chiata espressiva.  Ella  si  fa  forza.  Il 
suono  si  fa  maggiore:  Il  Cap.  si  scuote.) 
Odi  o  figlio. 

Il  ciel  t'invita. 
Si  ubbidisca.  *)  Amici,  entrate. 

*)  {al  picchetto) 
Tu  mio  ben ,  ti  serba  in  vita,(/id  Ad.) 
Voi  Tarmata  conservate,  {agli  altri) 
Gen.  Ad.  Col.  Sar. 
Vanne  ,  e  al  suono  di  vittoria 

Ti  diporta  con  valor. 
Yoi  vivete  per  la  gloria , 

Vivi  tu  pel  genitor.  (  tutti  circon- 
dano il  Cap.  abbracciandolo) 
Non  si  pianga ...  non  si  gema... 
Il  cordoglio  in  sen  si  prema... 
(Ah!  non  reggo,  avvampo  e  gelo... 
Trema  il  suolo  oscuro  è  il  cielo.., 
L'  alma  è  oppressa  il  cor  si  frange 
Alla  piena  del  dolor.) 
K  Vanne  ec. 
(  Voi  ec. 

(Si  dividono.  Il  Cap.  è  in  mezzo  ai  soldati. 
Il  Generale  sostiene  Adele,  si  danno  un 
addio.  Adele  sviene.  Halfe  è  in  disparte 
immobile  e  sbigottito.) 

SCENA   XIII. 

Il  Generale,  il  Colonnello ,  il  Sargente,  ed  Adele. 

Gen. Soccorretela  voi  . . .  nelle  sue  stanze 
Si  riconduca,  *)  Colonnello,  andiamo 

*)  {Adele  è  portata  via) 


S  E  C  p  V  D  O.  55 

A  vincere  o  a  morire  . . .  Ah  !  s' io  soccombo  , 

All'  orfana  infelice 

Tu  fratello  sarai ,  sarà  sorella 

Elvige  tua  .  .  .  me  lo  prometti  ? 
Col.  (girandosi  nelle  sue  braccia)     Il  giuro. 
Gen.DeìY  amor  tuo  sicuro 

Al  mio  destin  m'  invio  .  . .  Pxalfe  . . . 
Sar.  (scuotendosi)  Signore  !  . . , 

GendA  mio  dolore  il  tuo  dolor  consola. 
Sar.  Ah  ! . .  perduta  ho  la  voce  e  la  paiola,  (partono) 

SCENA    XIV. 

Fortificazione  della  Città,  come  nell'atto  primo. 

La  scena  s'ingombra  di  Soldati:  delle  truppe  di- 
filano  tratto  tratto ,  ed  escono  dalle  fortificazioni, 
alcuni  Soldati  ed  alcuni  UJfiziali  s  intratten- 
gono a  bassa  voce  fra  loro.  Odesi  da  lungi  il 
tamburo  scordato  indizio  che  il  Capitano  si  av- 
vicina per  avviarsi  al  supplizio. 

Coro  JLjcco  il  segnai  funesto  . .  . 

Ecco  è  condòtto  a  morte  . .  , 
Ah  !   meritava  il  misero 
Più  fortunata  sorte  . . . 
Sì  valoroso  e  giovane 
Perir  così  dovrà  ?  .  .  . 
Dov'  è  quel  cor  sì  barbaro 
Che  lui  non  piangerà  ? 

SCENA     XV. 

Il  Capitnno  in  mezzo  ai  Soldati. 

Cap."   Jompa^ni  !  a  voi  son  grato 

Della  vostra  pitta  . . .  così  dispose 


56  ATTO 

Il  mio  tristo  destin  ,  e  coraggioso 
Piego  la  fronte  al  suo  decreto  estremo, 
Solo  io  mi  dolgo  e  genio 
Che  con  la  taccia  io  moro 
Di  traditor  . . .  ma  verrà  giorno  ,  io  spero  , 
Che  si  palesi  il  vero  , 
E  onorato  risorga  il  nome  mio. 
Ricevete  da  me  Y  ultimo  addio.  (  il  Coro  ri- 
pete V  addio  del  Cayita.no:  egli  si  avvia  per 
partire  :  in  quel  momento  odesi  da  lontano 
musica  militare  :  il  Capitano  porge  Vorecchio 
e  ritorna  in  dietro  vivamente  colpito. 
Ah  !  lasciate   ancor  per  poco 
Che  di  guerra  il  grido  intenda  : 
Dolce  ancora  in  cor  mi  scenda 
Della  tromba  il  suon  guerrier. 
A'  bei  dì  della  mia  gloria 

Torna  ancora  il  mio  pensier. 
Or  si  vada  ...  {incamminandosi) 

Voci  lontane  Grazia. 

Coro  (tutti  arrestandosi)     Udite  ! 

SCENA    XVI. 

Il  Colonnello ,  il  Sergente ,  la  Contessa, 
indi  il  Generale  ec. 

Col.Sar.Con. vjrrazia  ,  grazia  ! 
Cap.  O  ciel  !  fia  vero  ? 

Gen.  Tu  sei  salvo. 

Gap.  Che  mai  dite? 

Gen.  Reso  è  a  te  l'onor  primiero. 

11  nemico  generoso 

Palesò  la  verità      (silenzio  universale. 

Tutti  porgono  orecchio  al  Gen.  che  legge) 

h  Alle  preghiere  di  mia  sorella  che  voi  avete  ac- 


SECONDO.  57 

n  colta  e  protetta,  e  per  non  lasciar  perire  1*  in- 
n  nocenza  ,  io  giuro  che  fra  me  il  Capitano  non 
n  avvi  intelligenza  veruna.  11  posto  a  lui  con- 
ti fidalo  fu  sorpreso  per  opera  del  Maggiore 
n  Dolzei,  e  del  Tenente  Groder,  che  da  gran 
##  tempo  vi  tradiscono.  Io  ciò  vi  svelo  ,  e  perchè 
»  nulla  f -de  meritano  i  traditori  ,  e  perchè  un 
m  corriere  rni  reca  in  questo  momento  notizia 
»  della  p.'ìce.  Il  Generale  Ademar*  « 
Tinti  Viva  I  viva  ! .  .  .  Morte  ai  rei. 
Gen.  Pronta  in  essi  piomberà. 

Cap.         Ah  !   che  appena  ai  sensi  miei 

Presta  fede  il  cor  tremante  .  . . 
Cieli   se  sogno  in  questo  istante 
Più  non  farmi  risvegliar. 

SCENA    ULTIMA. 
Adele,  ec.  e  lutti. 

Ad.  *)      iJov'  è  desso  ?  *)   (da  lontano) 

(  ap.( scuotendosi  alla  sua  voce)  Adele  ! 

Ad.  [abbracciandolo)  Oh!  Sposo  I 

Mi  ti  rende  il  ciel  pietoso. 
Gen.  Abbracciate  la  Contessa. 

Chi  lo  salva  ...  è  dessa. 
Tutti  Dessa» 

Si  abbracciano  lutti 
Gen.   Cap.  Col.  Con.  Ad. 

Il  piacer  che  in  petto  io  sento 
Mi  contende  il  favellar. 
Sar.      ]  Benedetto  *-ia  il  momento 
Che  si  fece  imprigionar! 


58  ATTO  SECONDO. 

Gap.         Alfin  di  tanto  affanno 

Mercè  ,  mia  vita ,  avremo  ! 
Contento  al  sen  ti  premo!..* 
Ritrovo  amante,  e  onor!... 
Al  mio  destin  tiranno 
Perdono  il  suo  rigor. 

Tutti 

Ah  !  si ,  di  tanto  affanno 

Mercede  il  Ciel  Vl  renda , 
ne 

A       -  sorrida  e  splenda 

voi  f. 


Gloria ,  fortuna ,  e  amor. 


Fine  del  Melodramma,